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Approfondimenti:

* Creazione di Eva, 1405-1407 ca, terracotta vetrinata ottagonale 34,5 x 34,5 cm, Firenze, Museo dell'Opera del Duomo.

* Crocifisso, 1406-1408 ca, legno dipinto, 168 x 173 cm, Firenze, Basilica di Santa Croce. * David, 1408-1409, marmo, altezza 191 cm, Firenze, Museo Nazionale del Bargello.

* San Giovanni Evangelista, 1408-1425, marmo, altezza 210 cm, Firenze, Museo dell'Opera del Duomo.

* Madonna col Bambino, 1410-1415 ca, terracotta, 102,5 x 62,2 cm, Washington, National Gallery, Collezione Kress.

* San Marco, 1411-1413 ca, marmo, altezza 236 cm, Firenze, Museo di Orsanmichele, (una copia in bronzo è esposta all'esterno).

* San Giorgio, 1416-1417 ca, marmo, altezza 209 cm, Firenze, Museo Nazionale del Bargello

. * Marzocco, 1418-1420, pietra arenaria, altezza 135,5 cm, Firenze, Museo Nazionale del Bargello.

* San Ludovico di Tolosa, 1420-1426 ca, bronzo dorato, altezza 266 cm, Firenze, Museo dell'Opera di Santa Croce. * Banchetto di Erode, 1423-1427, bronzo dorato, 60 x 60 cm, Siena, Battistero di San Giovanni.

* Tomba Brancacci, da cui l'Assunzione della Vergine, 1427-1428, marmo, 53,5 x 78 cm, Napoli, Chiesa di Sant'Angelo a Nilo, Monumento funebre del cardinale Brancacci.

* Pulpito per l'ostensione della sacra cintola, 1428-1438, marmo, pietra, bronzo, tessere vitree; ogni rilievo 73,5 x 79 cm, Prato, Museo dell'Opera del Duomo.

* Tabernacolo del Sacramento eucaristico, 1432-1433, marmo, 228 x 125,4 cm, Città del Vaticano, Basilica di San Pietro in Vaticano, Museo del Tesoro.

* Cantoria, 1433-1439, marmo, 348 x 570 x 98 cm, Firenze, Museo dell'Opera del Duomo.

* Annunciazione, 1435 ca, pietra serena e terracotta, 420 x 274 cm, Firenze, Basilica di Santa Croce. * Due spiritelli, 1436-1438 ca, bronzo, altezza 57,5 e 67,5 cm, Parigi, Musée Jacquemart-André.

* David, 1435-1440 ca, bronzo, altezza 158 cm, Firenze, Museo Nazionale del Bargello.

* San Marco, 1411-1413 circa, marmo con tracce di doratura, Firenze, Orsanmichele

* Serie dei Profeti per il Campanile di Giotto, oggi al Museo dell'Opera del Duomo: o Profeta barbuto, 1415-1420, 193 cm o Profeta imberbe, 1415-1436, 190 cm o Abramo e Isacco, 1421, 188 cm o Abacuc o Zuccone, 1423-1426, 195 cm o Geremia, 1425/27-1436, 191 cm

* San Giorgio per il taberbacolo dell'Arte dei Corazzai in Orsanmichele, 1417, marmo, Museo di Orsanmichele (all'esterno è esposta una copia in bronzo)

* Marzocco, 1418-1420, pietra serena, 135.5 cm, Firenze, Museo nazionale del Bargello

* Tabernacolo dell'Arte dei Corazzai in Orsanmichele, marmo, 1420-1425 circa, altezza 560 cm

* San Ludovico di Tolosa, 1420-1425 circa, bronzo dorato, Firenze Museo di Santa Croce.

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L'Umanesimo di Donatello:

Donatello, affascinato dalla scultura romana, e con lui comincia la fase di scultura umanistica, prendendo il posto di quella gotica; sarebbe riduttivo  persare che Donatello abbia cercato di riprodurre l’arte classica:e’ stato un’artista di eccezionale realismo nelle fisionomie dei volti e nell’intensita’ espressiva.

Fotogallery di alcune opere

monumento equestre donatello

san giorgio di donatello

david di donatello

Scultura di San Giorgio


 

san giorgioDonatello è stato il primo a sapersi riallacciare alla tradizione scultorea greco-romana e per primo ha saputo superarla, infondendo ai suoi personaggi un’umanità e un’introspezione psicologica che rimarranno uniche nella storia dell’arte. Egli sperimenta tutte le possibili tecniche (tuttotondo, bassorilievo, stiacciato) e tutti i materiali (marmo, bronzo, terracotta, legno) riuscendo ogni volta a conferire alle proprie opere un’impronta sempre più riconoscibile e personale.
San Giorgio era un santo eroe medioevale armato, ne parla la leggenda Aurea. Sconfigge il drago per salvare la Principessa (riferimento al medioevo). È un santo che incarna l’individualità dell’uomo rinascimentale.

Nel decorativismo del panneggio, il San Giorgio, presenta ancora qualche ultima traccia di un gusto gotico ormai al tramonto. L’orgogliosa positura e la tranquilla gravità del volto, al contrario, già prefigurano la nuova sensibilità donatelliana. San Giorgio ci appare solido e ben piantato al suolo, con le gambe leggermente divaricate e il grande scudo a forma di rombo che funge da ulteriore punto di appoggio. Il suo atteggiamento è poco sacro, è in posa militaresca.

La resa plastica è volumetrica e le parti anatomiche del torso, scolpite sotto la corazza, richiamano i canoni della scultura classica del IV secolo a.C. impostati sul naturalismo (Grecia). Alla fermezza fisica fa adeguato riscontro la fermezza morale che è espressa da un volto sereno e consapevole, sottolineandone la vivacità fieramente terribile unita a un meraviglioso gesto di muoversi dentro quel sasso, come dice il Vasari.

Lo sguardo è acuto e vigile, è presente un lieve aggrottare delle sopracciglia. Nel basamento della statua Donatello realizza un bassorilievo con San Giorgio e la Principessa dove l’artista mostra di aver già acquisito la piena padronanza delle tecniche brunelleschiane della rappresentazione prospettica. Al centro c’è il santo cavaliere che trafigge il drago (simbolo di peccato e barbaria), rappresentato naturalisticamente, nel pieno della lotta. Il suo mantello si agita al vento e con il piede sinistro egli serra la pancia del cavallo.

Sulla destra c’è la principessa che osserva il furioso combattimento con le mani giunte e alle sue spalle vi è un portico rinascimentale in prospettiva in contrapposizione con l’antro del mostro, sul lato opposto. Il graduale passaggio dal bassorilievo dei personaggi principali allo stiacciato appena percepibile degli sfondi non ubbidisce solo alle regole della prospettiva geometrica ma crea degli effetti di chiaroscuro in tutto simili a quelli ottenibili in pittura. L’artista dette opera all’arte del disegno dimostrandosi valente nella prospettiva.
Gli elementi innovativi della scultura di Donatello sono:

  1. La versalità: Donatello usa tutte le tecniche della scultura;
  2. La coerenza: Egli sceglie la tecnica in relazione al soggetto che deve rappresentare.

 

Donatello recupera il linguaggio classico che reinterpreta e non imita, supera la tradizione scultorea greco-romana infondendo ai personaggi una nuova umanità interpretata attraverso una gamma vastissima di atteggiamenti e moti d’animo.(in San Giorgio esprime la dignità morale del santo, nel David esprime l’astuzia e l’ironia del giovane eroe, nella Maddalena esprime l’angoscia e lo strazio). Donatello inventa un nuovo naturalismo che si può chiamare naturalismo integrale o naturale. Egli vuole che il modello ideale antiche coincida con il modello reale dei volti della gente che passa per le vie di Firenze.